Francescato

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Francescato Francescato è un B&B situato a Livigno ( 600 mt dall'inizio zona pedonale) .-
è a conduzione famigliare ( la sottoscritta ne è la conduttrice)

Francescato è una struttura con offerta di pernottamento + prima colazione a buffet.- La clientela confluisce da tutte le nazioni europee, creando un'interessante scambio culturale.-
La nostra struttura dispone di alcune camere ad uso famiglia (fino a 4 posti letto) , camere doppie e camere matrimoniali.- Ogni camera è dotata di bagno (doccia ) televisione, cassaforte, riscaldamento autonomo e tel/interfono.-
le colazioni sono a buffet ed abbiamo optato il mantenimento del servizio al tavolo per conoscere ed esaudire le esigenze di ogni singolo cliente.-
Spero di potervi avere graditi ospiti in un prossimo futuro.-

20/10/2026

Ecco ,oggi partiamo da "compart! una delle zone più a sud di livigno, servita da bus di linea alberghi e ristoranti ( forcola, e toilàsor) .- Numerosi gli appartamenti per vacanze, trà i quali gli appartamenti il Jembro di nuova costruzione dove l'attenzione per il cliente è la priorità.- Scendiamo a nord sulla ciclabile verso livigno_centro e ci soffermiamo ad osservare la chiesetta di Florin dove la "coesistenza" con gli umani è ancora possibile.- Ottima posizione, negozi skilift, servizio navetta e nel contempo immersione nel verde, questo è il residence l'Ables circondato da un curatissimo giardino e gestito in modo ottimale, sia per la conoscenza delle linque estere, sia per la cordialità.- vorrei tanto accompagnarvi in centro livigno, ma sono certa che tutti voi lo conosciate già.- Io Mi fermo quì al Francescato dove vivo, abito, lavoro . Oggi ho voluto presentarvi il nostro Gruppo : www.gruppofrancescato.com Buona giornata a tutti.-

C'era una volta un grosso orso tutto  solo seduto sulle rive di un fiume e in quel silenzio espresse un desiderio ad alt...
17/10/2026

C'era una volta un grosso orso tutto solo seduto sulle rive di un fiume e in quel silenzio espresse un desiderio ad alta voce:"oh come vorrei essere un orsetto di peluche.. allora si, tutti mi coccolerebbero, nessuno avrebbe paura di me, avrei carezze,baci e abbracci.." Il Gelo che governava in quel mondo lo udì e decise di esaudire il suo desiderio, così il grosso orso diventò un piccolo tenero orsetto.. divenne un "giocattolo". Presto, molto presto si accorse che sì, tutti/e lo volevano, era tenero e "coccoloso"disponibile,ma terribilmente "solo". Non ci mise molto a comprendere che era il suo "possesso" ciò che importava, e quando un pò sgualcito, sciupato, ammaccato venne buttato in un angolo ripensò a "quel fiume". ripensò al generale inverno, al suo luogotenente Gelo e piangendo sommessamente chiese di ritornare lì.- Il vento che udì la sua supplica corse veloce e divenne urlo e tormenta per arrivare in tempo con quella preghiera, in tempo .. già prima che il tempo finisse per quel povero orsetto di cenci. Le lacrime assurdamente vere lo riportarono in vita, lo riportarono lì, e dopo tanto tempo confessò a sè stesso :< mi sento voluto bene. la mia vita è quì..>

14/10/2026

… E mischierò lavoro con leggende, il sambuco con marmellate, le streghe e i loro sabba…

una estate longeva, una di quelle che trascina  i suoi giorni come una bella donna che non ne vuol sapere di cambiare.. ...
14/10/2026

una estate longeva, una di quelle che trascina i suoi giorni come una bella donna che non ne vuol sapere di cambiare.. Eppure l'autunno incalza, spinge ; e sospinge il verde smeraldo relegandolo in angoli sempre più piccoli per sostituirlo con quel colore che da calore anche se le sere sono sempre più fredde...Lascio vagare lo sguardo su quei paesaggi ormai vuoti, vissuti da pochi, per poi fermarlo lì su quel crocifisso che sfida il tempo e la "dimenticanza".- Proprio non riesco a staccare lo sguardo e sono catapultata nuovamente lì, seduta al tavolo di "Battistin d'Enrico", questo uomo viaggiatore nel tempo che mi regala storie, e con le sue storie conoscenza e amore per questo paese.. " Scusami, volevo chiederti un favore.. sai su vicino alla tea di Pozz c'era un crocifisso, poi il tempo e l'incuria ne hanno determinato la sua fine.. vorrei che tu lo rifacessi.. la nonna mi ha raccontato il perchè di quella croce ed io vorrei tenere in vita quel ricordo...." già , mi guardi ed annuisci< ti ha raccontato di quel bimbo? Certo è stata una tragedia> Non sò se è il crepitio del fuoco, l'aria fredda del tramonto, ma rabbrividisco... " Ora non ha più importanza, ma io sento il dolore di quella mamma che era scesa in stalla a mungere dove è stata raggiunta dalle urla di dolore del suo piccolo che era rimasto su in tea dove c'era il "cendrè" con il fuoco acceso... L'aveva lasciato in camera ( o meglio in quello spazio separato dal fienile con delle tavole,) arredata alla meglio con un letto e la cargiola, ma il bimbo si era svegliato ( aveva solo 4 anni) e nonostante tutte le raccomandazioni di mamma lui aveva aggiunto legna al fuoco finendo dentro a quell'enorme braciere... Le urla del bimbo.. le urla di mamma .. a nulla valsero gli aiuti dei vicini che accorsero... lunghi giorni di agonia e poi quella croce a ricordo...-" Ci guardammo senza una parola e nuovamente "Battistin" annuiì.-< Non ti preoccupare c'è stato un signore che ha fatto un "lasciato" proprio per questo.. piano piano cerco di sostituire i crocifissi più rovinati.-> sorrido al ricordo e torno a guardare questo crocifisso che porta la sua firma. Già. tutti i crocifissi di Battistin hanno la particolarità di quelle braccia rivolte verso il basso ,e mentre lo penso il vento mi riporta la sua voce :

“Se conosci tutte le risposte è perché non ti sei fatta tutte le domande…”Seduta qui su questo monolitico, dove mi sono ...
14/10/2026

“Se conosci tutte le risposte è perché non ti sei fatta tutte le domande…”

Seduta qui su questo monolitico, dove mi sono arrampicata con fatica, guardo la valle che sta cambiando i colori. Alle mie spalle il vento freddo del Nord mi arruffa i capelli, un fischio solitario di quell’ultima marmotta che ancora non è andata in letargo rompe il silenzio degli umani… Quel silenzio fatto di frusci, quello timido delle ultime sorgenti che ancora non sono state intrappolate nel ghiaccio, dove sconfinano pensieri. Ci sono domande a cui non potrai rispondere mai. Respiro a fondo. Attendo. Domani… Il domani di un altro domani, le nuove canzoni, i nuovi pianti. 

"Vuoi fermarti?" la sua voce arriva da lontano attutita dal debole vento gelato, dal fruscio degli alberi che piangono a...
13/10/2026

"Vuoi fermarti?" la sua voce arriva da lontano attutita dal debole vento gelato, dal fruscio degli alberi che piangono aghi dorati.-

"perchè?"

.. e mischierò lavoro e leggenda, grazie allo splendido lavoro di "Eliana" darò vita ad una vita diversa e per farlo cit...
12/10/2026

.. e mischierò lavoro e leggenda, grazie allo splendido lavoro di "Eliana" darò vita ad una vita diversa e per farlo citerò un mio racconto.. "Principessa"
"toto", il rospo

Ciao, il francescato ringrazia…!“Ringrazia?”Certo che sì, ringrazia tutti coloro che sono entrati qui. Breve o lunga che...
10/09/2026

Ciao, il francescato ringrazia…!
“Ringrazia?”
Certo che sì, ringrazia tutti coloro che sono entrati qui. Breve o lunga che sia stata la loro vacanza hanno portato vita, sorrisi e empatia e anche (perché no) lavoro, che per me non è mai tale perché mi piace (e i miei clienti me ne danno merito) “ chiacchierare“ salutiamo l’estate che se ne va, aspettiamo l’autunno con il cambio di luce e di colori… L’attesa del bianco scintillante dell’inverno comincia ora… Grazie a tutti e… Speriamo di rivederci!!!😊

11/07/2026
Ciao, sono il francescato e sto pensando a quando ho cominciato a guardare questo angolo ai confini del mondo con occhi ...
13/01/2025

Ciao, sono il francescato e sto pensando a quando ho cominciato a guardare questo angolo ai confini del mondo con occhi diversi. Questo paese parla, parla in 1000 modi diversi e ti guarda nella speranza che tu capisca. Era una primavera a Livigno ed era sommerso ancora dalla neve chiuso in una bufera senza fine. Una vecchia casa vicino alla nostra aspettava i nuovi proprietari, perché coloro che l’avevano abitata se ne erano andati entrambi in un’altra valle in un’altra vita. Il vento rabbioso sollevava le tavole del tetto spalancava e sbatteva finestre e sicuramente sarebbe riuscito ad avere la meglio se nessuno fosse intervenuto. “Vado a chiudere“-sei matta, non è una nostra proprietà-“Sì ma se non sprango un po’ di finestre non sarà più la proprietà di nessuno.“ Metto il giaccone infilo le scarpe e affondo nella neve. tengo il capo chino per riuscire a respirare, alzandolo di tanto in tanto per mantenere la direzione. Improvvisamente in mezzo ad un mucchio di cose (carte pezzi di legno un vecchio vestito a quadratini) trovo quella tavoletta lavorata con inciso una data. Raccolgo e tenendola stretta proseguo. Entro in quella casa in balia della tormenta e metodicamente chiudo. Sprango porte e finestre e a lavoro ultimato respiro a fondo e guardo. Chissà chi aveva abitato, una domanda “en passant” ma improvvisamente una marea di emozioni e di risposte. Era una casa bellissima. All’entrata uno spazio vuoto per il ricovero dei carri e degli utensili di lavoro per Garantire vita. Una scala che portava al primo piano sulla sinistra. Su questo piano la camera da letto a esposizione sud/est. A fianco un enorme cucina che però non aveva camino solo i muri perimetrali fatto con tondi di legno un po’ distanziati tra loro per permettere al fumo di uscire. Un grande basamento circolare in pietra al centro dove veniva acceso il fuoco. (La casa del fuoco di cui raccontavano i vecchi era nata così). La camera era molto bassa 2,20 m di altezza e la porta per entrare era 1,75 m. Era l’unica ad avere una stufa con relativo camino. Sull’altro piano in corrispondenza c’era un’altra camera, ma senza stufa solo che in corrispondenza alla stufa esistente al piano sotto c’era una piccola “sciugarola” la tavoletta che avevo trovato su quel distesa bianca era ciò che serviva per aprire e chiudere il passaggio del calore da una camera all’altra. Quello che davvero mi ha più emozionato è stata l’interclusione di ogni camera con una tavola postata in verticale di 15 cm circa. Il perché di quella tavola? La risposta che nessuno ha saputo darmi l’ho trovata 30 anni dopo al confine del Tibet… Ma questa è un’altra storia. Ah.. Questa casa (adesso ristrutturata) aveva avuto quella sua ristrutturazione nel 1770

Indirizzo

Via Saroch 366/c
Livigno
23030

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