13/10/2026
“Gli affitti sono troppo alti.”
È una delle affermazioni che ricorrono più spesso nel dibattito pubblico sulla casa. La politica la ripete, la stampa la amplifica e, ancora una volta, i piccoli proprietari finiscono sul banco degli imputati.
Ma siamo sicuri che il problema siano gli affitti troppo alti e non i redditi troppo bassi?
Da anni il potere d’acquisto delle famiglie si riduce, gli stipendi faticano a tenere il passo con il costo della vita e l’accesso alla casa diventa sempre più difficile.
Eppure, l’attenzione continua a concentrarsi prevalentemente sui canoni di locazione, come se il problema potesse essere risolto chiedendo ai proprietari di abbassare gli affitti.
È una lettura parziale, che rischia di confondere le conseguenze con le cause e di scaricare sulla piccola proprietà privata responsabilità che appartengono alle politiche economiche e salariali del Paese.
Questo non significa negare le difficoltà di chi cerca casa, né ignorare che in molte città i canoni siano diventati difficilmente sostenibili. Significa riconoscere che un problema così complesso non può essere affrontato contrapponendo proprietari e inquilini.
Perché il problema non è soltanto quanto costa una casa, ma anche quanto le famiglie possono permettersi di spendere per abitarla.
È anche da questa consapevolezza che nasce il confronto pubblico che apriremo il prossimo 24 ottobre, in occasione dell’XI Congresso provinciale di ASPPI Genova, dal titolo:
“Verso una nuova politica dell’abitare. I piccoli proprietari, patrimonio e risorsa delle nostre città”.
Un’occasione per cambiare prospettiva, superare le contrapposizioni e riportare il dibattito sulle vere questioni che riguardano il futuro dell’abitare.
Perché una nuova politica della casa non può limitarsi a discutere di come ridurre i canoni. Deve interrogarsi anche su come aumentare i redditi, ampliare l’offerta abitativa e restituire fiducia a chi mette a disposizione il proprio immobile.